mercoledì 29 ottobre 2014

PERCHÈ ED SHEERAN AVEVA MESSO RON NEL SUO VIDEO



Quando ormai tre anni fa Ed Sheeran pubblicò il video della sua canzone “Lego House”, tutti ci ponemmo la stessa domanda.

“Oddio! Da quando Ron Weasley canta?”

Nessuno l'aveva più visto sul grande schermo, ma nemmeno una parte veloce in Centovetrine, una copulata con Brooke Logan, niente, era sparito. Lo abbiamo salutato con la panza e sposato con Hermione; poi ognuno ha continuato per la sua strada. Lui si è perso. Il caro Rupert ha abbandonato il mondo dei riflettori, per diventare l'idolo di Facebook.

Ma io lo capisco. Da un lato ha dovuto per anni recitare la parte del tonto amico dell'eroe che tutti acclamano, cocco del preside e comunque Harry mi stava antipatico. Non dimentichiamo che ha anche sfoggiato dei capelli lunghi al limite dell'osceno, per cui gli incassi di Harry Potter sono stati a serio rischio. Dall'altro lato, sempre parlando della sua chioma, è stato l'ambasciatore numero uno del colore di capelli più bello di tutti e ha messo in chiaro definitivamente che i rossi hanno una marcia in più. Harry non aveva neanche le labbra. E infatti, guarda un po' chi si è limonato quella gnocca di Hermione uscendo dalla friendzone?! Quindi, insomma, chi non avrebbe chiuso la carriera in seguito a una love story, anche se finta, con Emma Watson.

Dicevo che ha poi conquistato tutte le Home Page di Facebook. Ed è qui che è intervenuto il paffuto Ed. Credo che un po' come tutti noi, il cantante non sopportasse la fine che il maghetto pel di carota aveva fatto. I suoi amici firmavano contratti dopo contratti; perfino Neville Paciock aveva iniziato la Dukan, aveva messo l'apparecchio ed era stato osannato come nuovo David Gandy. Io non ho mai particolarmente approvato.
Ed Sheeran ha sì cercato di creare dietro il suo video, la storia di un fan stalker che voleva assomigliargli in tutto e per tutto, ma non ci ha creduto nessuno.


Ed aveva davanti a sé quel gran pezzo di fi... Fisarmonica, no, non funziona. Di attrice, che è Hermione, che si è laureata, che con quella lingua di fuori ha riempito i cinema di tutto il mondo con Bling Ring – che altrimenti, è ovvio, nessuno sarebbe andato a vedere, proprio mentre Miley Cyrus srotolava i suoi sedici centimetri sul palco di non ricordo quale evento MTV. Hermione che stava diventando una femminista attiva, che lanciava il taglio alla maschietto, che era bella, intelligente, magra, simpatica, e ce le aveva tutte lei, in poche parole. Poi c'era Harry, bruttino, perché va detto, pure basso e con le labbra sottili, che è sempre un po' un difetto. Beh, comunque il vecchio Daniel era lanciatissimo verso nuovi mondi e opportunità. Teatro, con voci di atti osceni con cavalli vari o pony o non so se siano leggende. Fatto sta che è salito su un palco nudo con un animale ben dotato. Poi è tornato davanti alle telecamere e si è innamorato di un uomo. (Se non l'avete visto, a me Giovani Ribelli – Kill your darlings è piaciuto da matti.)

In questo scenario è intervenuto Ed Sheeran. Ha preso Ron da parte e gli ha detto:

sabato 25 ottobre 2014

CENTO NO - Parte II

Mi avete commentato, scritto in privato, mi avete preso gentilmente da parte per una passeggiata minatoria. Volevate dirmi tutti la stessa cosa: davanti al mio post ognuno s'è sentito catapultato indietro di almeno quindici anni. Album delle figurine Panini, collezione delle carte dei Pokémon o Yu!-Gi!-Oh! - io ho un fratello minore, mi è toccato anche questo. Celo, celo, manca! Celo, hmm, forse... Avete spulciato la mia lista sperando di non trovare, magari, al punto 25 una vostra foto.

Claudia aveva appuntamento con me alle 13 per un'abbuffata di sushi all you can eat.
"Bea, parliamone: ho preso in mano la boccetta dello smalto, ma no! E se la Bea nota che non lo metto bene su tutta l'unghia? Beh, insomma, ho lasciato perdere. Ero pronta, stavo per uscire. Momento scarpe: le Air Ma... No, ho i jeans skinny. Le Superg... No, sono bianche. Vanno bene queste Converse? Mi hai distrutta. Cioè insomma, mi dici tu come posso vestirmi?"

E visto che vi siete divertiti a riconoscervi tanto quanto me che vi usavo come fonte di ispirazione, ecco la seconda parte. Gli ultimi cinquanta no. Quei no drastici - un po' come quando Rita Dalla Chiesa a Forum doveva leggere un'e-mail sui cani legati fuori dai supermercati.


DICIAMO ANCORA NO:

51) A chi pacca con le scuse più imbarazzanti e poi cerca di invitarti alle sue uscite da menopausa precoce;

52) Alle canottiere bianche;

53) Alle mutande di cotone bianche: per lei e per lui;

54) A chi si mangia le unghie;

55) Alle scarpe da ginnastica con dieci centimetri di zeppa interna;

56) A chi fa accartocciare la bottiglietta d'acqua mentre beve a canna;

57) A quelli che ti invitano alla loro festa di compleanno e poi devi pagarti cena, caffè, portare la torta, prenotare il tavolo in discoteca e si aspettano pure diciotto regali;

58) All'esistenza delle ex;

59) A chi ordina solo vodka lemon;

60) A chi osa esistere mentre tu hai il mestruo;

61) A chi dice “a lavoro”: tu vai a cagare, ma vai al bagno a farla;

62) A chi non respira perché il fidanzato non vuole;

63) A chi ha abbastanza soldi da comprarsi una Carrera e poi la prende giallo ocra: ma spero tu sia affetto da grave daltonismo, razza di idiota;

64) Alle istruttrici grasse in palestra o in piscina: quindi io sto facendo questo esercizio per diventare come te?

65) Alle unghie finte;

66) Ad applicazioni sulle unghie che non siano smalto: che cazzo sei, un T-Rex con quelle borchie alla fine delle dita?

67) Alle faccine col naso: non mi scrivere mai più un messaggio;

68) A chi racconta cose che non vorrebbe ascoltare nemmeno un sordo che ha appena riacquisito miracolosamente l'udito;

69) Alle campane delle chiese;

70) A chi ordina sempre lo stesso drink;

mercoledì 22 ottobre 2014

CENTO NO - Parte I

Non è sempre semplice, ma nella vita bisogna saper dire anche no. Io ho deciso di dirne cento. Ecco i primi cinquanta no assoluti, categorici, quei no va beh, non ho parole, passami una foto di Paolo Brosio.

DICIAMO NO:

1) Alle ventenni con décolleté con quell'inguardabile tacchetto di quattro, cinque o sei centimetri;

2) Agli occhiali da vista che si scuriscono alla luce, creando sulle lenti quell'effetto sporco anche quando accendi solo una abat-jour;

3) Alle Superga bianche o crema;

4) Alle borse con ripetuto in fila il nome di una città: BERLINOBERLINOBERLINO... MAPERCHE'NONSEISTATALA'?!

5) A quelle che una volta all'anno si fanno una tinta biondo paglia e quando a settembre hanno dieci centimetri di ricrescita vogliono farti credere che a loro “le punte si schiariscono sempre al mare”;

6) A quelle nere corvine che si fanno le meches ma “da piccole erano bionde”;

7) Alle Air-Max con i jeans skinny;

8) A quelle che vanno in giro con più di una borsa: ma portatevene una abbastanza grande che contenga tutto;

9) Ai reggiseni con le spalline trasparenti: si vedono, e fanno schifo;

10) A chi non ha Facebook ma usa quello di amici o fidanzati/e per stalkerare: fatti il tuo;

11) Alle dita che colano fuori dai sandali come radici;

12) Ai mutandoni sotto i leggings: se puoi permetterti di indossare i leggings come pantaloni, puoi permetterti anche una mutandina senza elastico o azzardare un perizoma;

13) A chi aggiorna davvero lo status di WhatsApp;

14) A quelli che pubblicano le loro imprese con Runtastic: sei andato a correre? Bravo, nulla mi è mai interessato meno;

15) A quelli che condividono i loro voti universitari: caspita, eccoci nel laboratorio di Dexter;

16) Ai roiti che si fanno i selfie, magari addirittura peggiorando lo scherzo di Madre Natura con smorfie, occhiolini e linguacce;

17) A chi crea nuovi album fotografici su Facebook ogni volta che va in bagno: grazie, ma il mare della Liguria ho avuto la fortuna di vederlo anche io;

18) A chi fotografa fiori e foglie;

19) Alle coppie brutte che limonano duro in pubblico e non riesci a smettere di fissare e il pensiero che possano riprodursi ti scava dentro;

20) A chi dice e/o scrive “Andiamo in disco”: non lo diceva manco Adamo a Eva;

21) A chi sfonda gli UGG di lato non appoggiando bene il tallone sulla suola;

22) A chi usa XD: il male, l'odio;

23) A chi pubblica le foto del proprio pranzo: c'è crisi, ma grazie a dio un toast posso cucinarmelo anche io;

24) A quelli che appena scoprono che ti piace un film/libro/programma televisivo, cominciano a citartelo a memoria ogni qualvolta sfortunatamente ti imbatti in loro: calmati, ti ho detto che l'ho gradito, adesso torna al tuo posto e non allargarti;

25) A quelli che continuano a ripetere che loro senza caffè morirebbero: allora smetti di berlo;

domenica 19 ottobre 2014

FAMMELO AGGIUNGERE ALLA LISTA DI COSE DI CUI NON ME NE FREGA UN C...

Come avrete notato, ho cambiato lo sfondo. Devo confidarvi che a me l'immagine precedente non dispiaceva affatto. Era molto tendone da circo, è vero, ma mi trasmetteva allegria.
Ho deciso comunque di seguire i vostri consigli e spero che la lettura, soprattutto dai dispositivi mobili, causi ora un più lieve strabismo. Di Marotta ce n'è uno.
Mi sono in particolare aggrappata a un messaggio arrivatomi da quel territorio sempre sorridente, con gli occhi rossi e perennemente in fame chimica che è l'Olanda. No, non sto alludendo a nulla. Però, diciamoci la verità: probabilmente gli unici che non si sono accesi uno spinello ad Amsterdam sono quei due casi umani del film “Colpa delle Stelle”. Se non l'avete visto, non siate masochisti: muore chi non ti aspetti; chi rimane in vita è cieco. Io sinceramente non l'ho letto, ma mi sono arrivate voci che il libro sia meglio – nulla di nuovo.

Quando la mia amica designer ha menzionato Pinterest, ho creduto fosse un sinonimo di strozus, e che ci fossero la Cortellesi e Sandrone nascosti da qualche parte nella mia stanza. Sandrone probabilmente celato nel ventre di Gloria, il mio pupazzo di Madagascar – non possiedo cuccioli di foca, ahimè. Ho poi cominciato a piangere perché non esistono più programmi che sappiano far ridere come i vari Mai dire... Per fortuna, nel messaggio compariva anche un link con delle immagini. Non mentirò: non ho fatto lo sforzo di cercare di scoprire cosa sia Pinterest. Ho aperto tutte queste foto di macchie di liquido e ho pensato che non fossero male. Vi direi di andare a cercare Alberto Seveso su Google per dare un'occhiata ai suoi esperimenti con l'inchiostro nell'acqua, ma l'artista qui ha un sito scritto in un inglese che Conte definirebbe agghiacciande. Non so se abbia una versione italiana, ho cliccato il primo risultato e sono scappata. Andate direttamente su Google Immagini, facciamo così.

Ho aggiunto e aggiornato la sezione About, quindi se avete tempo, potete sbirciare. Mi piace pensare che ci siano già dei lettori nuovi che non mi conoscono e con i quali io possa quindi camuffare gli eventi più imbarazzati della mia vita, dietro storie commoventi.
In realtà le visualizzazioni che ricevo provengono tutte dal mio salone in fondo al corridoio, dove ho legato mia madre al divano con un iPad in mano e qualche risorsa di cibo su un cuscino.

Vi comunico inoltre che ho aperto un profilo Twitter.
La mia cattivissima prof di giornalismo in Australia

mercoledì 15 ottobre 2014

RED GO... CHE? POSSO SPIEGARVI TUTTO.


La mia voglia di vivere oggi ha rasentato lo zero assoluto. Non sono riuscita a dormire la scorsa notte; per pranzo, nell'unico giorno di pallido sole, mi è toccato il minestrone riscaldato.
E poi possiamo un momento affrontare una novità televisiva che ormai da qualche settimana mi costringe a versarmi di mia spontanea volontà il tè bollente in gola, pur di esser forzata ad abbandonare la cucina immediatamente? Le televendite di MTV. Ma da quando MTV è diventato un canale dove le controfigure sfigate di Giorgio Mastrota cercano di conquistare il mondo? E' stata molto criticata l'evoluzione (o l'involuzione) di MTV da canale musicale a fuffa.
Ma devo dirvi la verità, mentre faccio colazione preferisco guardare la versione italiana sottotitolata di 16 and Pregnant piuttosto che dovermi sorbire Emma o Alessandra Amoroso – che ho di recente scoperto non essere la stessa persona. Che cosa le differenzi ancora no, quello non l'ho capito, ma direi che pur non volendo uscire dalla mia ignoranza, le pongo sul medesimo livello di disgusto. Ah, e prima avete letto benissimo: alcuni programmi italiani, in Italia, hanno bisogno di sottotitoli e traduzioni. Non perché i protagonisti parlino troppo piano o sussurrino: bensì perché il dialetto napoletano della ragazzina di quindici anni madre di due gemelli e gravida di un terzo moccioso, pochi, pochi eh, non lo masticano poi così bene. E comunque, se provo a girare sul 67, anche lì tutti provano a vendermi coltelli, cuscini e animali impagliati.

Insomma, il risveglio non è mai una cosa facile, e le attività che vorrei fare durante il giorno sono sempre meno.
Ma scrivere è indipendentemente da tutto un piacere. Scrivere è bello quando sei felice, quando non lo sei, e anche quando proprio non sei, in generale. Scrivere fa bene. E inoltre quando hai Word aperto, tutti pensano che tu stia facendo chissà cosa, chissà quale ricerca sui metodi di lavaggio delle ascelle degli Aztechi. E invece stai solo facendo copia e incolla di quel fantastico link per guardare Harry Fotter in 3D. Io Word nemmeno ce l'ho: non chiedetemi quale casino abbia combinato, fatto sta che fingo che OpenOffice sia più efficiente.

Cerco di arrivare a quello di cui volevo parlarvi oggi: il motivo del nome Red Goon.

lunedì 13 ottobre 2014

LET'S GO! O let's goon...?

E' lunedì, ha piovuto tutto il giorno e ci mancavo solo io ad aprire un blog. Imprecazione in più, imprecazione in meno, è probabilmente questo pensiero che si sta facendo strada nella vostra mente. Lo so, vi capisco, e vorrei provare ad alleviare il vostro nervosismo psicologico da mese di ottobre, e invece credo che andrò proprio a rimpolparlo.

E' un anno ormai che mi ripeto che dovrei e vorrei aprire un blog, ma alla fine non combino mai nulla. Perché campo per aria un miliardo di scuse: prima fra tutte, che non riuscirei a seguirlo con costanza. All'epoca di MSN un blog ce l'avevo eccome, e chi era costretto a sorbirsi i miei patemi d'animo, sa bene che forse scrivevo anche troppo. Ma, soprattutto, voglio cominciare subito con una citazione di livello:

But if you never try, you'll never know... Just what you're worth.

Ed è la verità: bisogna tentare per sapere se sarà un fallimento. O un successo. Così ho deciso di buttarmi.